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Caro Babbo Natale,santa-guitar
è passato molto tempo dall’ultima mia lettera, lo so bene. Sai, quando si è adulti diventa inopportuno perdersi nei sogni e nelle dolci speranze. Eppure guardandomi intorno ho proprio la netta sensazione che questo nostro paese stia diventando quello che vediamo perchè siano i sogni a mancarci, e che tutto debba essere fatto per questioni di opportunità.

Quest’anno ho deciso di recuperare un pò di quell’infantile speranza e scriverti questa lettera.

Ti prego, fammi trovare sotto l’albero la tessera del PD.

Mi crederai pazzo o sciocco, ma vedi… non ti scriverei questa lettera se non fossi convinto che si può ancora sperare. La mia tessera servirà proprio a questo. Servirà a dire che io CI SONO, che io ANCORA CREDO che in Italia ci sia bisogno anche della mia presenza, perchè chi sta guidando il paese in questo momento sia inadeguato, e che il duopolio CONNOI/CONTRODINOI generato dall’ottusa mentalità “discesa in campo” nel ’94 stia ulteriormente logorando l’Italia e gli Italiani.

Caro Babbo Natale, io SONO UN DEMOCRATICO e non mi appartengono nè l’esperienza comunista nè quella democristiana. Non sono attaccato alle persone, conosco a stento De Gasperi, Moro, Nenni, Gramsci e Berlinguer. So che molte persone che sono oggi nel PD hanno vissuto e si sono anche scontrate per quegli ideali, ma se veramente essi sono devoti alla cosa pubblica, credo che oggi debbano tornare a lavorare nei circoli, sul territorio. Se vogliono ancora contribuire al bene del paese credo debbano mettere la loro esperienza al servizio del cambiamento, indispensabile, visto anche i fatti che ci stanno travolgendo in questi giorni. Adesso è fondamentale lasciare il giusto spazio a chi merita.

Non voglio che qualcuno si arroghi il diritto di dirmi chi sono in base ad esperienze che non ho vissuto, sia esso un comico, un politico vendicatore o, peggio, un esperto manovratore di interessi. Non voglio che lo facciano i giornali di partito, sull’onda di inchieste giudiziarie che non mi riguardano, ma non voglio neanche la compassione di politici pregiudicati.
Non mi sento di prometterti che diventerò più buono per ottenere la mia tessera, ma sono sicuro che avendola in mano potrò dire con fierezza di essere una persona che sta facendo del tutto per non rimpiangere quello che ancora deve venire.

Con affetto,

un Democratico

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di solito i colleghi si insospettiscono sempre se in stanza si avverte un  “frullare” di tasti eccessivo; raramente chi scrive con foga sta lavorando. Qunado si codice la scrittura è lenta, e generalmente interrotta da imprecazioni di vario genere. Se la scrittura è veloce e ci sono anche le imprecazioni, si sta scrivendo una mail al veleno indirizzata al capo o a un cliente.
Di solito è la faccia a svelare il segreto. Se c’è un sorriso stampato si è in chat. In quel caso ci sarebbero delle pause ad interrompere il rumore dei tasti. Se la pausa non c’è si tratta di una mail non di lavoro, quest’ultima identificabile con la faccia seria e le spalle leggermente ricurve sulla tastiera.
Il cazzeggio in rete si vede dalla posizione della sedia, o si intuisce da altri segnali. Poi ci sono giorni e orari fertili: il Mercoledì e il Lunedì dopo pranzo (ora), il Venerdì mattina.

Se guardassi me stesso ora penserei che sto scrivendo documentazione di progetto. Mi sono accorto di fare lunghe pause e mentre rileggo quello che ho scritto mi passo la mano sulla fronte (causa maldikrania).
Invece eccomi qua, a far crescere questo mio piccolo orticello, nella speranza che prima o poi possa fare i complimenti a MiCantino per i suoi prodotti…

Strane sensazioni mi avvolgono al pensiero di essere passato dall’altra parte della barricata. Il mio mestiere è quello di produrre oggettini come wordpress, ma proprio perchè vorrei che questo spazio non mi rubi tempo per tecnologismi vari, non ho scelto di fare tutto da solo.
Quindi sono diventato un utente medio, che cerca di capire cosa devo fare con le funzionalità che mi vengono offerte e inizio a pormi problemi reali su come devono essere presentate le cose che scrivo.

Sul lavoro nelle categorie di solito metto “ACat1”, “ACat2”, “ACat3aaaa” e via.

Qui non è opportuno.

Quindi, visto che il sottotitolo del blog è “Diario di un musicante di campagna” (prima o poi MI spiegherò il perchè, ce l’ho in testa, ma ancora devo elaborarlo bene), e che fondamentalmente vorrei scrivere della mia vita (una, Musicanza anzichenò) e di quello che mi succede intorno (la Campagna), le categorie sono venute da sole. Tutto il resto finirà ne il Diario.

Spero non suoni troppo ridicolo.

P.S.
non credevo fosse così divertente…

Questo non verrà mai letto da nessuno.

Come incipit non è male

      nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore

N. Mandela

io

mi[dot]cantino[at]gmail.com

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