Fontecchio (Aq) – 03 maggio 2009

Davide ha all’incirca sei anni.
Lo abbiamo conosciuto solamente Domenica, dopo pranzo, mentre facevamo il giro nel campo per salutare le persone che abbiamo avuto il privilegio di incontrare. Siamo rimasti spiazzati dalla sua presenza. In quattro giorni pensavamo che dai 0 ai 16 anni la tendopoli di Fontecchio-San Pio per noi non avesse più segreti. Invece Davide ci era sfuggito. Forse perchè era l’ultima tenda, nell’angolo estremo del campo. Forse perchè la sua paura dei luoghi chiusi non lo faceva avvicinare al tendone adibito ad asilo/scuola elementare/ludoteca. Forse perchè lui e la sua famiglia fanno parte delle persone che non si recano a mangiare nella palestra in cemento armato che fa da mensa: non si fidano a rimanere nei luoghi chiusi, così uno di loro prende il pranzo per tutti e mangiano in tenda, fuori se non piove o fa troppo freddo.
Poi però anche Davide è caduto nella nostra trappola: ci ha fatto vedere le sue quattro macchinine e i suoi tre camion, sottolineando che quindi erano sette. Svelata la sua passione per i numeri ci ha detto la tabellina dell’undici, sorridente e soddisfatto. E noi abbiamo avuto un altro piccolo motivo per rimanere con il cuore attaccato a quella terra che ancora trema, che ancora spaventa, che ancora pone molti interrogativi su come sia possibile rischiare così tanto sulla vita di persone inconsapevoli.

Il Campo Base della FSE fino a domenica era situato a Villa Sant’Angelo, a circa 10 Km da Onna, il paese purtroppo più famoso di questo brutto terremoto, ma già oggi si è spostato in una collocazione più adeguata. Ospiterà almeno fino al prossimo autunno tutti i Capi (Rovers e Scolte) dell’associazione che vorranno prestare servizio in Abruzzo.
Tutti sono impegnati nei più disparati servizi necessari nelle varie tendopoli: aiuto nelle mense, affiancamento per l’organizzazione del controllo e distribuzione del vestiario o altro materiale e ,ovviamente, la vera vocazione degli scouts ovvero l’attività con i bambini/ragazzi.

Raccontare dell’affetto che abbiamo ricevuto sarebbe troppo riduttivo; nei nostri cuori sono entrati prepotentemente tutti quei ragazzi che ci hanno voluto sorridere e che con noi hanno dimenticato per qualche minuto di una brutta notte, di una casa che per i più fortunati non sarà accessibile per parecchio tempo, di una vita che inevitabilmente rimarrà segnata.

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