Ho voluto aspettare un pò di tempo prima di scriverne.
Meglio smaltire l’adrenalina prima di valutare  le sensazioni che trasmette la musica dal vivo. A caldo mi piace sempre troppo tutto e vorrei appendere la chitarra al chiodo.  E così è successo anche dopo aver visto il passato e il futuro.
Però organizziamo le cose con un pò di coordinate.

Il concerto era all’auditorium parco della musica, un posto che amo particolarmente perchè ritengo che sia un capolavoro sotto il punto di vista architettonico e perchè definirne le potenzialità acustiche sarebbe riduttivo a prescindere. (wow che originale. mpf)
Detto questo, al concerto sono arrivato tardi quel tanto che è bastato a non vedere l’ingresso di Sardinas. Sarebbe stato motivo di bastevole incazzatura, se la causa non fosse stata la graditissima presenza di colui che per la prima volta mi ha in messo in mano la chitarra.
Con mia (spiacevole) sorpresa mi hanno fatto rimanere in piedi per non disturbare la sala, composta dai personaggi più disparati: sia gente da teatro che da pub, per intenderci. Vederli insieme è valso il costo del biglietto.

Che dire?
Sardinas è veramente bravo. Sarebbe degno di John Campbell se non fosse troppo atteggione. Ma questo non dà fastidio perchè se lo può permettere eccome. Con il suo slide fa cantare le resofoniche in maniera divina. Unica pecca l’acustica un pò sporca quando sunavano basso e batteria; un pò troppo “ingombranti” per quel posto. Deve essersene se n’è accorto pure Sardinas, infatti ha suonato e cantato parecchio da solo anche senza amplificazione, senza lesinare complimenti per l’acustica della sala (evvolevo vedè).
Ha suonato un’oretta è e un pò. Ha anche una voce calda e potente, merita davvero davvero.
Al cambio palco ho provato a raggiungere il mio posto, ma ho rinunciato per la mia solita noia a fare cose. E poi perchè da che mondo e mondo il blues si sente meglio se si è scomodi, ma soprattutto vicini al palco.

Consapevole dei problemi di Johhny Winter, non mi aspettavo chissà cosa. Ho visto molto provati i miei compagni di viaggio quando è entrato, ma io mi sono concentrato sulla “devozione” nei suoi confronti. Poco importa se ora si fa accompagnare, quasi ceco e completamente ricurvo su se stesso, al centro del palco. Poco importa se ormai suona solo la sua legerissima erlewine. Quel vecchio albino ha dato la possibilità al mondo di apprezzare cose che altrimenti sarebbero rimaste chiuse chissà in quali stanze.

La jam finale non mi è piaciuta granchè. Fanno spesso concerti insieme, ma non mi hanno trasmesso feeling o complicità. Sardinas è sembrato il “pischelletto che si porta dietro Winter”. La coppia suona spesso insieme, l’ultimo album di Sardinas è prodotto da Winter, ma forse complice un pò di rincoglionimento di quest’ultimo sembrano due sconosciuti sul palco.

Fatto sta che il futuro (Sardinas) mi è garbato anzichenò, e nel mio live CV posso annoverare anche un Jonny Winter.
Bello. Già già.

P.S.
“O’ gezz me piace… però ssò bluss… Ecco, pò de gezz sì..” (il maestro)

Annunci