Dopo il “silenzio non silenzio”, “vado in Africa e ritorno”, “guardo ma non tocco”, Veltroni ritorna con il “parlo tanto lo fanno tutti”. E scrive all’italia, che non vedeva l’ora di leggere sue nuove.

L’analisi del testo è semplice. Un temino facile facile che non decolla, un compitino appena arricchito di qualche citazione popolare (Agatha Christie alle medie l’hanno letta tutti, piccolo escamotage per entrare in complicità intellettuale col lettore), e qualche altra impopolare che fa tanto ‘american bòi. Descrive una situazione nota ribattendo sui temi citati e ricitati come la Salerno – Reggio Calabria, difende Saviano che così fan tutti, prende posizioni distanti dal SUO partito, che dovrebbe andare dove ben non si sa, anzi si, tanto lo sanno tutti, io l’ho detto non fate finta di no, però senza far male a nessuno.

Tanto s’è capito dal tono. Stamattina Veltroni m’ha fatto (r’)incazzare. Che è comunque positivo, perchè è ben diverso dall’accorato “evvolevo vedè” suscitato da Bersani e il sorrisetto malizioso sotto i baffi che mi provoca Franceschini.

A Warte, detto tra noi: Che volevi fà? Cò chi ce l’hai? A chi hai scritto?

La lettera che scopo ha? Vuoi recuperare qualche votarello degli indecisi? Vorresti provocare quel moto interno che porti gli elettori a domandarsi se veramente hanno fatto bene a farti perdere le elezioni? Vuoi convincere i veltroniani del pd a non mirare al governo tecnico? Io non l’ho capito. Ho letto e riletto la tua lettera e la mia conclusione finale è sempre stata la stessa: “e mbè?”.

Se veramente hai ingoiato veleno, se ti sono state rivolte tante vigliaccherie, un minimo di rabbia la dovresti avere. Perchè non usi un pò del rodimento che viene a tutte le persone normali per sfogarti un pochino? No, perchè io mi sono fatto il culo per la tua campagna elettorale, per far finta che le tue primarie fossero vere, per dar vita a un direttivo credibile, proprio come volevi tu. Io ho fallito e pure tu. Ma io ci sto ancora dentro e tu invece fai il principino che ogni tanto si alza e dice la poesia senza essersi sporcato le mani. Me lo spieghi una volta per tutte che è successo? Dici che Berlusca non fa autocritica, ma se io ora entro in un circolo del PD e cito il discorso del lingotto tutti ridono… me lo spieghi perché?

Stai parlando all’Italia? Se volevi scrivere veramente all’Italia ti do una notizia: tu l’Italia non la conosci. Ad ogni giorno che passa, ad ogni articolo che scrivi, per ogni libro che pubblichi, la sensazione è proprio questa. Ma ‘ndo vivi?

Stamattina me le hai fatte proprio girare, a Wà.

Sai che ti dico? Che se hai le palle scrivi a tutti i circoli e levati qualche sassolino, ma premetti che fai parte integrante di quel sistema che non fa decollare il PD. Dì che secondo te Massimino se deve levà de torno, ma aggiungi pure che tu l’accompagni e je stai attento. E non ce scrive più; non ci’avemo tempo de stà à legge n’ora na pagina che non dice niente. La prossima volta nà cartolina basta, che noi ci’avemo da lavorà.

Annunci