Ci sono persone alle quali sono legato da affetto profondo, con le quali ho condiviso periodi della mia vita più o meno intensi, ma continui. Non riesco a distaccarmi da quell’affetto, non c’è niente da fare.

Anche se sono Berlusconiani ancora oggi. Anche se sono nostalgici. Anche se apprezzano la velocità delle opere pubbliche effettuate dalle dittature e ne approvano i metodi “perchè è l’unico modo”. Anche se poi una sera come tante, in una pizzeria, tra una leggerezza e l’altra fanno affermazioni di questo tipo:

Alla fine quello che è stato fatto a L’Aquila è un miracolo. Conosco un sacco di gente là e la gente lo dice, è soddisfatta. Poi è normale che qualcuno si lamenta perchè la vernice si gonfia ai muri. Quelli così stanno dappertutto, si lamenterebbero comunque. Guarda che sono venuti anche i giapponesi e i tedeschi a vederlo. Al centro per ricostruire tutto ci vorranno almeno cinquant’anni, ma è normale. E poi come si fa a ricostruire?… Il problema vero sono i calcinacci [le macerie, ndr]. Lo smaltimento è un problema serio“. Io sono rimasto zitto, cercando di ricordare la faccia di Davide.

Poi stamattina gli ho mandato questo link, magari può essergli utile.

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