Qualcuno dice che ce l’ho con Beppe Grillo e con Di Pietro.

Ha pienamente ragione.

Perchè più mi guardo intorno e più mi rendo conto dei danni che stanno facendo alla nostra società.

E a noi serve una società sana perchè dobbiamo ricostruire un paese.

Capita sempre più spesso che ci sia bisogno della volontà dei cittadini per andare a sistemare situazioni che arrivino al limite della decenza nei nostri piccoli comuni di provincia. Capita che le persone siano costrette a sottostare ad abusi e carenze e che la situazione diventi insopportabile. Così capita che qualcuno dica basta, che le persone si riuniscano e inizino a vedersi intorno ad un tavolo per decidere di mettere mano alla situazione.

Così inizio a sognare che ci sia spazio per dare inizio a una nuova stagione. Che stia per scattare quella molla che porti poi ad un circuito virtuoso, che possa iniziare a soffiare quel vento nuovo che sogno per questo paese.

E in questo percorso vedo che le persone sono pronte alla protesta, che sanno urlare in maniera organizzata quando serve, che non hanno paura di dire le cose in faccia a chi di dovere. Vogliono chiamare la stampa, la televisione, alzare i toni in ogni occasione, non ce la fanno a tenersi dentro le cose e ci mettono pochi attimi a diventare offensive nei confronnti dei politici, pretendono un servizio pubblico efficiente e corretto, vogliono che i dipendenti pubblici siano irreprensibili.

Poi però si arriva ad un passo dalla soluzione del problema iniziale ma l’obiettivo non si raggiunge come si voleva. E allora il passaggio suvccessivo apre altri fronti. Tutti gli scontri effettuati singolarmente sono stati occasioni per conoscere persone persone all’interno di uffici. Per conoscere politici. Per conoscere dipendenti pubblici.

E tutti questi contatti diventano ingranaggi che vanno coccolati per ottenere singolarmente  quello di cui si ha bisogno. Che la soddisfazione dell’esigenza personale venga anteposta a quella comune non è un problema.

In fondo la lotta fa comodo a tutti, no?

Sarò strano, ma chi nasce Di Pietro cresce Berlusconi. Io la vedo così.

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