Avevo tolto questo post perchè mi sembrava frivolo.
Poi ho deciso che mi stavo facendo condizionare troppo dal fatto che comunque qualcuno viene a vedere il blog.
Così non va bene, quindi lo lascio. Per le offese ci sono i commenti.

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Uno degli ultimi gesti della mia giornata è quasi sempre la chiusura della porta del garage.
Se chiudo quella porta significa che non devo uscire più, quindi posso rinchiudermi nel mio nido pieno di cose belle, lasciando il resto fuori a fare quello che vuole.

Come se lasciassi il tempo fuori dalla porta.

C’è una rampa per salire verso casa.

Prima di cominciare la risalita guardo in alto. Se si vedono le stelle, anche poche, cammino per tutto il tempo a testa alta a volte anche rischiando di cadere.
La rampa è orientata a sud.
Arrivato al cancello in questo periodo guardo Giove. In opposizione alla Luna è bello e imponente, si prende da solo  tutta l’attenzione che merita. Quando è visiblie  non entro dentro finchè non ho trovato il Delfino. E’ una costellazione minore e mi fa chiudere piacevolmente la giornata.

Non voglio fare “lo spiegone” perchè proprio non sono in grado (ancora non riesco a utilizzare bene il mio telescopio dopo due anni, ho detto tutto), però già ha poco senso quello che dico, se poi non mi spiego che scrivo a fare?

Vabbè.
Niccolò Cacciatore era un astronomo palermitano vissuto tra il 1700 e il 1800. Non visse cento anni ma non mi ricordo le date, che volete? Comunque Cacciatori partecipò alla compilazione di due cataloghi stellari. Bisogna sapere che non si possono battezzare stelle con nome di persona; non so dire se è una regola scritta o semplicemente un generico “non si fa”, comunque non lo si è mai fatto.
Quasi mai fatto. Infatti, dopo qualche tempo, quando quei cataloghi compilati anche da Cacciatori erano già in uso, si notò qualcosa che era sfuggito, ma ormai era troppo tardi.
E così le stelle alfa e beta della costellazione del Delfino (le due più luminose) si chiamano “Sualocin” e “Rotanev”. Nomi non tanto strani per due stelle (Alec, Deneb, Altair…) ma che lette al contrario sono “Nicolaus” e “Venator”. Niccolò Cacciatore, appunto.

Il solito italiano, per alcuni.

Un genio, per altri.
Per me è solo uno che ha lasciato un segno, (sor)ridendo della serità di molti.

Perchè tutto questo pippone?

Perchè sta per cominciare il congresso del piccolo circolo del PD al quale sono iscritto. Ho preparato il mio intervento e sono un pò nervoso. Mi hanno fatto una proposta importante, vediamo come va. Ecco, io proprio ora vorrei guardare il Deflino e ricordarmi che anche quando gli altri sono molto seri, magari  prendere tutto con un pò più leggerezza non mi farebbe male.

Potrebbe essere un modo per lasciare davvero il segno.

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