Non so come pormi nei confronti di quello che è successo sabato al congresso del circolo e proprio per questo forse sono inadeguato anche per occupare un ruolo, che ai più può sembrare “sciocco” (anche perchè non è nemmeno previsto dallo statuto), come il vice coordinatore del circolo.

Alcuni fatti per i quali vorrei saper riflettere e trarre conclusioni politiche e non personali:

  • la mia nomina è stata un ripiego al fatto che la nostra controparte non ha accettato il nostro candidato a coordinatore;
  • io sono stato l’ex candidato come coordinatore e non sono stato eletto. Forse sarebbe stato il caso di proporre qualcun altro;
  • sono il meno politico del gruppo di carbonari che dovrebbe essere ufficialmente rappresentato dalla carica che andrò a ricoprire;
  • sono quello che ha sempre sognato l’allontanamento dagli apparati che hanno invece unito e dato forza ai soggetti di cui al punto precedente, e quindi che ne è per assurdo più “schiavo” perchè ne rappresenta i frutti;
  • Il sentirsi dire “pensiamo di proporre te perchè sei quello che ha compiuto il percorso più evidente e perchè sei senz’altro la scelta migliore che possiamo fare”, da persone per le quali nutri stima e affetto destabilizza e innesca anche quel timore riverenziale che mi ha fatto accettare “pur non condividendo le loro opinioni sulla persona”, ma fidandomi di loro nelle valutazioni politiche.
  • non so se sia stato normale anche nei tempi in cui i partiti erano partiti e basta (anche se poi non andavano da nessuna parte), che ci fossero due vice. Di norma, se una persona ricopre una carica, un’altra ne ricopre la vice-carica. Invece qua i vice sono due. E l’altro è il coordinatore uscente con tutto quanto ne consegue;

Cosa avrebbe dovuto fare un politico vero?

La prima cosa che mi viene in mente è la “pretesa” ad essere solo nel ricoprire la carica. Anche perchè finirà che nella segreteria del circolo dovranno essere nominate altre due cariche. Così, a occhio, una va alla terza componente del listone e l’altra a noi… saremo comunque 3 a 2. Opposizione garantita.

Ma ora che ci penso il politico vero è quello che prepara il contesto, non quello che lo vive. Soprattutto in quest’ambito.

E poi che ne so… che devo dì…


a me già il concetto di trattativa politica provoca un pò di orticaria. Però è vero che se partito “ha da essere”, partito sia. Non si va d’accordo in famiglia, figuriamoci in un circolo di partito, dove le motivazioni ad entrare possono essere addirittura contrastanti una con l’altra.

Personalmente mi dispiacerebbe indossare l’etichetta di “quello di” e/o fare la figura dell’incompetente.

Ma non mi ammalo mica.
Io lo so che si sta bene anche senza avere la tessera di un partito, soprattutto se sei come me che non riesci a fare il tesserato normale.
Spero non sia così difficile come credo ora, tutto qua. Perchè deludere le persone che ti dicono di credere in te nonostante tutto è quanto di più brutto possa capitare.

P.S.

Si. Mia moglie è una donna meravigliosa.

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