Ma non è che uno non vuole scrivere è che a volte non si ha proprio nulla da dire.
E se non si ha nulla da dire allora è meglio stare zitti e ascoltare.
Ascoltare è importante.

Anche se si ascolta solo un mugugno, un suono indefinito.
Perchè magari si tratta di un desiderio di comunicazione repressa. Oppure è un suono senza parole, tipo un sospiro, una risata sottovoce.
Dietro può esserci di tutto, anche quei suoni/non-suoni fanno parte del dialogo. Possono arricchirlo, sminuirlo, rafforzarne il senso o stravolgerlo; mi piace quando riesco a comprendere questi segnali. Non è solo comunicazione, è proprio essere parte della persona che hai davanti. Se capisci il pensiero da un sospiro, significa che sei parte della vita dell’altro, non solo di quel momentaneo scambio di pensieri.

Si, è proprio meraviglioso il comprendersi attraverso il non dire. E’ anche raro. Avviene quando c’è straordinaria sintonia o quando i rapporti sono collaudati e messi alla prova dal tempo e dalle intemperie.
A volte basta guardarsi e avviene la magia, ci si comprende e basta. E ci si può comprendere anche quando lo sguardo non c’è perchè l’altro lo conosci, lo sai.
Bello, no?!

Meno bello è quando invece si crede che l’altro trattenga a sè un pensiero, che non dica, e invece quello inaspettatamente dice.

No, perchè domenica sera ho sentito Massimino dire che facciamo un’alleanza con Fini, che prima era fascista ma mò che c’entra è meglio di Berlusca francamente. Subito dopo l’ho sentito dire che Vendola non va bene perchè vuole le primarie e a lui le primarie non piacciono perchè non gli danno la possibilità di parlare con la base, che gli scappa perchè il PCI non c’è più e mò deve dire elettori e iscritti.
Epperò lui mica me l’ha chiesto se secondo me che sono elettore e iscritto se era il caso di allearsi con Fini.
Forse l’ha lasciato intendere a qualcuno con un sospiro, una risatina. Un affascinante movimento ondulatorio con la testa, un loquace dire di no con il capo che tende a schiacciarsi sulle spalle, gesto magnetico che solo lui sa fare così bene.

Forse tra me e Massimino non c’è una comunicazione profonda.
No, proprio non c’è. Perchè io avrei risposto.
All’affascinante movimento ondulatorio della testa, al loquace dire di no con il capo che tende a schiacciarsi sulle spalle, avrei detto, avrei parlato, mica avrei omesso.
Forse non avrei detto le cose giuste, forse poi mi sarei pentito e avrei dovuto chiedere scusa.
A mio modo sono sicuro che sarei stato chiarissimo.

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