Ieri mattina riflettevo sull’assurda contraddizione che in molti, trascinati dai media, pongono tra la nuova politica e la vecchia politica. Tra la politica fatta come veniva fatta e insegnata fino a dieci anni fa e la politica fatta come si sogna sarà tra dieci anni.
In pratica alla contrapposizione tra rottamatori e dalemiani.

Io non sono un dalemiano.
Però fino ad ora ho sposato tutti i paradigmi della politica dalemiana, tipo voto utile, compromesso per il futuro e tutte ste belle cosette che tanto mi rendono orgoglioso. Non sopporto D’Alema personalmente, ma questa è tutta una cosa personale; mi piace parecchio Bersani, questo si.
Non sono un rottamatore.
Mi piace Civati, Scalfarotto, Marino, Alicata, insomma da quella parte è pieno di gente che mi fa sperare e guardare lontano. Mi piace parecchio anche Renzi, anche perchè ogni volta che mi fa venire i brividi (Arcore, Fiat, etc) poi giustifica il tutto in maniera lucida e credibile, assumendosi responsabilità e facendo un quadro lucido della situazione.

Non lo so bene da che parte sto, ma non so nemmeno perchè bisogna stare per forza da una parte.
Quello che ho imparato fino ad ora è che la politica non serve a nulla se poi non si ha il consenso. E il consenso lo si fa con i numeri. E dei numeri mica vai a guardare la provenienza o la qualità. Quindi per questo sono lontano dai rottamatori, che hanno pochi numeri ma sono di alta qualità.
Però penso pure che non è mica vero che si possa imparare da chi c’è stato prima di noi. Democristiani e Comunisti sono ben lontani e Popolari e DS sono sempre stati all’opposizione, salvo qualche botta di culo poi sciupata malamente dagli interpreti…
Insomma, da questo punto di vista sono molto lontano dai dalemiani che “comesistavabenequandosifacevalafestadellunità…“.

Su una cosa chi ha più esperienza di me ha ragione da vendere.
La politica, soprattutto in campo locale si fa con la presenza. Devi esserci. Devi essere lì, vicino alla famiglia che ha il casino da risolvere, nelle riunioni delle associazioni incazzate, nei comitati di quartiere che non ce la fanno a organizzare la festa della nuvola passeggera [che ne so, questa m’è venuta in mente]. Devi essere lì con la faccia.
E purtroppo devi essere lì anche nelle sezioni di partito, mica sempre, dico ogni tanto ma spesso, a farti vedere, a chiedere se c’è bisogno di qualcosa, a informarti su quello che ti succede intorno, che mica è detto che lo capisci anche se è sotto i tuoi occhi.

E io tutte queste riflessioni da dalemiano le facevo ieri, davanti al pc, come un rottamatore.
Dopo aver suonato in chiesa con la mia chitarrina ed esser tornato a casa.
Senza essermi fermato a fare niente con nessuno.
Senza aver parlato o visto con nessuno.

Io misà che tra dalemiani e rottamatori prima o poi è meglio che finisco rottamato.

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