“Come avrete sentito da stampa e tv, tracce di elementi radioattivi (cesio-137 e iodio-131, per l’esattezza) sono stati trovati in alcuni campioni di latte e di spinaci nelle aree circostanti le centrali di Fukushima, e ne è stata vietata la vendita e il consumo. Giustissima precauzione da parte delle autorità giapponesi. Quello che stampa e tv italiane non vi danno, però (perché basta dire “radioattività nei cibi” e la notizia è fatta) sono dei punti di riferimento perché possiate valutare la gravità della contaminazione. Cosa che invece fa la stampa giapponese. Secondo le stesse autorità che hanno dato l’allarme, se qualcuno bevesse per un anno intero quel latte, riceverebbe la stessa quantità di radiazioni ricevuta quando si viene sottoposti a una TAC. Un anno di dieta a base di quegli spinaci, invece, corrisponderebbe a un quinto delle radiazioni assorbite in una TAC.”

 

ecco, giusto per essere precisi

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