“Lo capisci questo verbo: togliersi? Io lo capisco da poco.”

Tecnicamente “dimettersi” sarebbe più corretto.
Però “dimissione” mi trasmette un senso di rassegnazione, non so, quasi di tristezza, che proprio non c’entra nulla con quello che sto facendo.
Non rinuncio, non interrompo, non smetto. Anzi.
Mi tolgo per permettere che la situazione progredisca.

C’è amarezza, certo. Perchè è forse la prima volta che vengo considerato un ostacolo.
Di sicuro è la prima volta che mi trovo di fronte a chi non ti dice “sei un problema”, ma fa tutto il possibile per renderti inutile.

Ma io sono io, e non nel senso del Marchese del Grillo.
Io sono io perchè la mia testa sarà pure bucata ma è anche dannatamente dura: non si adatta, non si accontenta di un evento per cambiare.
Ho la mia idea sulla politica che c’è e la mia idea sulla politica che dovrebbe esserci.
Alcune cose e persone che sono nella prima e non rientrano affatto nella seconda, nemmeno rivedute e corrette.

E niente.
Io mi tolgo.

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