E disseMi rendo conto di non essere tanto normale, però sono fatto così, che volete.

Il fatto è che sto leggendo “E disse” di Erri De Luca.

Ora…

Sono affezionatissimo a quest’autore, alcune cose che ha scritto mi piacciono da morire, mi ha fatto molta compagnia in alcuni momenti, e l’ho anche trattato come quelle coperte di cachemire che ti coprono quando fa freddo (per quanto il pile in alta montagna, si sa, è più pratico)…

Comunque dicevo, sto leggendo questo libro, bello, una visione particolare di una storia che tutti conoscono a memoria e proprio per questo più interessante, poi si intravede un De Luca studioso, anche se forza troppo in alcuni tratti, ma non l’ho finito e ancora ci devo pensare.

Però.

Ad un certo punto parla della creazione (si, proprio quella, Adamo, Eva, avete presente?) e dice una cosa bellissima sul settimo giorno. Il settimo giorno è quello che da senso a tutti gli altri, è il completamento e nello stesso tempo il nuovo inizio… e aggiunge: “Era finita l’opera, ma a completarla e darle perfezione ci voleva la settima, che in musica si chiama dominante.

Bell’immagine, eh?! La creazione vista come opera musicale. Bella un corno! Mi ha smontato!
La settima nota non è la dominante. La dominante è la quinta. La settima è la sensibile!!! ERRIIIIIIIIIIII!
E pure sulla “sensibile” ti ci potevi inventare una sacco di pippe, voglio dire c’è differenza tra senso e dominio, forse addirittura poteva essere una visione più poetica, no?! Ma io dico…
E niente. Mò finirò sto libro, certo. Ma voi credete che lo ricorderò per qualcos’altro?

…la dominante…

 

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