Invece la parte di me che non somiglia a Malinconico, somiglia a Malaussène.
E non perché io mi senta “capro espiatorio”, il suo poi è un mestiere vero e proprio, figuriamoci, no.
Malaussène è il capo della sua tribù, ma è anche quello che ama di più, che si preoccupa di più e per tutti, che si incazza di più e che crede nelle cose di più. E quello che in fin dei conti non interferisce mai consapevolmente negli eventi che lo riguardano.
Ecco, io forse gli somiglio per questo.
Come Vincenzo non trovo le parole al momento giusto, ma se anche le trovassi non servirebbero a chissà cosa, come per Benjamin.

Ad esempio oggi, almeno in due occasioni, avrei voluto dire “si, ma il motivo VERO qual’è?”
Però non l’ho detto e ora, a pensarci bene, credo non sarebbe servito a nulla.
Certo, raccontato così potrebbe sembrare lo sfogo di un pessimista, ma non è corretto.

Io sto solo osservando cose e prendendo appunti per ricordare, visto che (come Vincenzo) sono uno dalla rabbia labile. Per dirla in altri termini, soffro di capitolazione precoce.

p.s.
ci sono due modi per chiedere l’aumento: il mio è quello sbagliato.

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